Inquadramento ambientale

Nella stazione d’indagine il Fiume Tevere attraversa con percorso meandriforme un territorio coperto a tratti da boschi e campi. La velocità di corrente è sostenuta, la profondità media dell’acqua è di 30 cm. La larghezza media dell’alveo bagnato è di 10 m, con un massimo di 48 m in un’ansa ad acque lente formata dal fiume nell’ultimo tratto della stazione d’indagine.

La sezione dell’alveo bagnato è naturale, con un fondo prevalentemente costituito da ciottoli e ghiaia.

Contro la forte tendenza all’erosione, propria delle rive naturali del fiume, sono state eseguite, lungo quasi tutta la sponda destra del fiume, delle opere di sistemazione e difesa spondale che hanno però l’effetto di interrompere la continuità tra ambiente fluviale e ripario, verticalizzando peraltro le rive, che risultano quindi poco adatte come ambienti di rifugio. La sponda sinistra, anch’essa interessata da un’opera recente di contenimento spondale poco rispettosa del fondamentale ruolo delle rive nel garantire le capacità autodepurative del corso d’acqua, è in gran parte vegetata, coperta da arbusti e alberi, che, oltre ad interagire con l’ecosistema acquatico, assicurano ombreggiamento e rifugio alla fauna ittica.

Gli interventi di artificializzazione delle sponde contribuiscono all’attribuzione di un giudizio IFF pari a Buono-mediocre e Mediocre al corso d’acqua in questo tratto (Tabella 10).


Tabella 10 : risultati dell’applicazione dell’Indice di Funzionalità Fluviale per la stazione 2

 

Sponda sx Sponda dx
Valore di IFF: 181 125
Livello di funzionalità: II-III III
Giudizio di funzionalità: Buono – mediocre Mediocre
Colore:

Parametri chimico-fisici delle acque

Temperatura (°C): 8,1
pH: 7,55
Ossigeno disciolto (mg/l): 10,73
Ossigeno di saturazione (%): 101
Conducibilità (mS/cm): 415

Qualità biologica delle acque

La comunità macrobentonica è leggermente più diversificata rispetto alla stazione precedente, ma l’abbondanza numerica delle unità sistematiche rinvenute è di nuovo scarsa. Tra le unità sistematiche rinvenute, solo due risultano essere comuni: i due Efemerotteri Baetis e Ecdyonurus (Tabella 11).

Il numero di unità sistematiche rinvenute – 12 – e la presenza di più unità sistematiche di Efemerotteri come gruppo più sensibile determinano l’attribuzione alla stazione di un punteggio IBE pari a 8, corrispondente alla 2° classe d qualità biologica e ad un giudizio sintetico di “Ambiente con moderati sintomi di inquinamento o di alterazione” (Tabella 12).

Tabella 11 : Campione qualitativo di macrobenthos raccolto nella stazione 2 e classificato per l’applicazione dell’IBE.

 

GRUPPO FAUNISTICO FAMIGLIA GENERE ABBONDANZA
Efemerotteri Baetidae Baetis  Comune
Ephemerellidae Ephemerella  Drift
Leptophlebiidae Habroleptoides  Scarso
Heptageniidae Ecdyonurus  Comune
Tricotteri Rhyacophilidae Scarso
Polycentropodidae Scarso
Hydroptilidae Drift
Coleotteri Hydrophilidae Scarso
Ditteri Chironomidae Scarso
Tipulidae Scarso
Empididae Scarso
Gasteropodi Lymnaeidae Scarso
Oligocheti Lumbricidae Scarso
Naididae Scarso

Tabella 12 : Risultati dell’applicazione dell’IBE nella stazione 2.

Numero di Unità sistematiche 12
Punteggio IBE 8
Classe di qualità II
Giudizio Ambiente con moderati sintomi di inquinamento o di alterazione
Colore

Comunità ittica

Il campionamento ittico ha riguardato un tratto di circa 400 m. Risalendo il corso d’acqua attraverso tutta la sezione, sono stati complessivamente campionati 27 soggetti, riconducibili a 7 specie ittiche. Le specie ed il numero di soggetti rinvenuti per ciascuna specie sono riportati in figura 6.
La comunità ittica appare anche in questo caso numericamente molto scarsa e poco diversificata, comunque con evidenti segni di ripresa rispetto alla stazione 1, situata più a monte.
Gli esemplari di Anguilla (Anguilla anguilla) e Luccio (Esox lucius) rinvenuti sono stati catturati in una zona ad acque lente, ricche di vegetazione, presente in un’ansa del corso d’acqua, lungo la sponda sinistra. Per quanto riguarda l’anguilla catturata, si trattava di un esemplare adulto di circa 62 cm di lunghezza totale e 635 g di peso. Il luccio catturato era invece un soggetto giovane, di 18 cm.
Il ritrovamento del Ghiozzo di ruscello (Padogobius nigricans) (Figura 7) costituisce inoltre una nota naturalistica di grande interesse dal momento che si tratta di una specie ittica endemica dei corsi d’acqua del versante tirrenico dell’Italia centrale, le cui popolazioni sono gravemente minacciate di scomparsa in gran parte del già ristretto areale di distribuzione. La presenza di questa specie, notoriamente amante delle acque trasparenti e ben ossigenate, pone inoltre l’accento sulla buona vocazionalità ad ospitare fauna ittica espressa dal fiume in questo tratto.

Figura 6 : specie ittiche rinvenute nella stazione 2, con relative abbondanze numeriche.


Figura 7 : Esemplare di Ghiozzo di ruscello (Padogobius nigricans)