Roberto Pragliola

“Ogni volta che risalgo un torrente e viene il momento del ritorno, dico a me stesso di arrivare fino alla prossima curva e poi smettere. Lo dico ma poi non lo faccio mai, perché subito dopo ne vedo un’altra e poi un’altra ancora. E ognuna di esse mi nasconde un mondo nuovo che mi colma l’animo e gli occhi di sensazioni e di intensi momenti di vita che raramente riesco a trovare altrove.
E così, curva dopo curva, seguendo un itinerario che mi dà l’illusione di condurmi a quelle origini che giorno dopo giorno sento sempre più lontane, forse perdute, ogni volta salgo un torrente con sempre maggior rabbia, gioia e disperazione”

Il grande “Burbero” ci ha lasciato, nessuno di noi trova parole di cordoglio così importanti come è stato lui importante per la nostra vita.
Senza di lui la maggior parte di noi non pescherebbe a mosca.
Tanti insegnamenti e tantissimo piacere nell’incontrarlo. È sempre stato un vanto di tutti poter dire di essere amico del Pragliola, anche se lui non sapeva di esserlo, o non lo eri mai stato in realtà.
Era già un successo incontrarlo e parlarci. Un punto di riferimento e il primo apripista in questa disciplina.
Ho subito tante critiche e avuto confronti bruschi con lui, li vorrei avere di nuovo anche domani. Non si può.
Ti voglio bene, grazie di esserci stato. Maestro.
Un abbraccio
Nelle parole di Luca, tutte le nostre parole.

Un pensiero su “Roberto Pragliola

  1. Io ho sempre avuto la sensazione di non comprenderlo bene, era un geniaccio nella comunicazione, anche negli ultimi anni, è sempre stato così!
    Io gli debbo molto perché, quello che mi interessava – ripensandoci poi anche con l’esperienza del dopo e dei pochi ricordi – forse lo ho capito abbastanza bene. Son riuscito a leggere i suoi libri solo 15 anni dopo la loro pubblicazione, ma sono stato allievo della sua scuola – squattrinato – fin dal ’77. Di quando andai a comprare delle devaux ad altri suoi accessori nel suo negozio di firenze me lo ricorderò per sempre. La mia fortuna fu che, andando a Firenze da Pragliola – in treno – una ragazza di Arezzo, pratica di Firenze per motivi di studio e di famiglia – si innamorò di me e mi accompagno al negozio di cui io conoscevo bene l’indirizzo -e mi aiutò anche a pagare il conticino, mi mancavano 4 0 5000 lire per il tutto. Ecco come va la vita: una si innamora di Te, ma Tu sei già innamorato della pesca a mosca, quella di Pragliola, e non ci sono medicine.
    Ad un buon arciere occorrono poche frecce indirizzate bene,
    e quelle di Pragliola – così come quelle dei grandi luminari che per la tua giovinezza non puoi comprendere subito anche se sono molto semplici – continuano misteriosamente a sfrecciare verso il loro obbiettivo.

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